Era l’estate del 1990. Sono passati tanti anni da quando, quasi  quindicenne, mi apprestavo a salire su quell’aereo da sola, che mi avrebbe portata al di là dell’oceano Atlantico. Stavo per trascorrere un intero mese in Canada ospite di parenti. I miei genitori mi lasciarono in aeroporto un po’ preoccupati, perché quasi quindicenne ero troppo grande per poter essere affidata alle cure delle hostess, ma forse troppo piccola per affrontare un viaggio dall’altra parte del globo. Beh, me la cavai egregiamente, non persi il volo, non sbagliai aereo e arrivai a destinazione.

Il mio primo viaggio intercontinentale; quanta emozione, entusiasmo e curiosità. Non era ancora iniziata l’epoca dei viaggi possibili per tutti, delle low cost che hanno collegato tutta l’Europa con una e dei viaggi alla portata di tutti. Non c’era internet, non c’erano Facebook e WhatsApp, non sapevo cosa avrei trovato e cosa avrei vissuto; potevo solo immaginarlo e desiderarlo. Cosa ricordo di quel viaggio dopo tanti anni? Tanto, anzi, tutto.

Ricordo che il mio inglese migliorò, per la gioia della mia insegnante delle scuole superiori e la mia soddisfazione successiva quando, cresciuta,  sono andata in giro per il mondo e oggi l’uso dell’inglese mi aiuta a vivere al meglio le destinazioni che ho il piacere di andare a scoprire.

Ricordo le passeggiate per le vie del centro di Toronto con il naso all’insù; ma quanto erano alti quei grattacieli? Milano City Life che ha reso lo skyline del capoluogo più simile a Dubai che a se stesso, sarebbe arrivato ben venticinque anni dopo.

Ricordo la maestosità delle cascate del Niagara e la vista sulla città, dall’alto della torre per le telecomunicazioni la CN Tower, che con i suoi 553 m di altezza allora era la più alta del mondo. Dall’alto si può ammirare tutto lo skyline della città canadese, la visuale del lago Ontario fino alla città di Detroit mentre la visuale a nord si perde per l’immensa pianura che porta fino alla baia di Hudson.

Ricordo le case, si proprio le case, quelle dei quartieri residenziali con il giardino curato, il vialetto e l’auto posteggiata davanti al garage.

Ricordo i campus universitari immensi e immersi nel verde, i racconti di mia cugina sul ballo di fine anno scolastico proprio come nei film americani e le storie sui festeggiamenti di Halloween, del resto  in quegli anni da noi ancora non si festeggiava Halloween.

Ricordo gli enormi centri commerciali come l’Eaton Centre di Toronto, che era stato costruito a fine anni settanta e che oggi conta quasi un milione di visitatori a settimana, al suo interno la galleria centrale è sormontata da una volta di vetro che è un omaggio alla galleria Vittorio Emanuele II di Milano; lì dentro ho mangiato il mio primo Big Mc e i miei primi Mc Nuggets. All’epoca non esistevano i centri commerciali di Bergamo, l’Oriocenter, l’Iper alle Valli e nemmeno il Mc Donalds…arrivarono poco dopo.

Ricordo le dimensioni…tutto era enorme…le strade, le auto, i parcheggi, le porzioni di cibo e perfino le persone, rimasi tanto colpita dall’obesità che oggi fortunatamente cercano di combattere e risolvere.

Ricordo una multiculturalità a me sconosciuta; ho visto persone di diversa estrazione sociale, di diverse razze e colore e di diversa fede religiosa convivere senza conflitti. A Bergamo a quei tempi non era ancora incominciato il fenomeno dell’integrazione così come lo conosciamo oggi.

Ricordo che fu una bellissima esperienza, di quelle che ti aprono il cuore e la mente.

Mi sembrava un mondo che andava ad una velocità decisamente diversa dalla nostra, e anche se sono passati tanti anni mi ricordo questo viaggio come fosse ieri.

In fondo un viaggio non dura solo il momento stesso del viaggio ma dura per sempre: NEL RICORDO.