Perse nel cuore dell’Atlantico, lontane da tutto, ai confini più remoti del nostro continente, a metà strada con le Americhe.
Le Azzorre >> 9 identità, 9 caratteri, 9 sorelle, 9 isole vulcaniche che il tempo ha trasformato in un rigoglioso giardino.
Il luogo ideale per immergersi nella natura più selvaggia, ammirare le balene e respirare l’atmosfera più rilassata del mondo.
Negli ultimi cinquecento anni, tutti i navigatori sono passati di qua. Avventurieri che si lanciavano verso l’ignoto, emigranti in cerca di una nuova vita, gente in fuga, cacciatori di balene. Adesso è il tuo turno.
In passato intravedere le Azzorre all’orizzonte era una speranza in caso di naufragio.
Non c’è molto altro tra l’Europa e l’America.
Le Azzorre sono una splendida zattera in mezzo all’Atlantico, coperta di fiori.
Azzorre: le isole di smeraldo ai confini del mondo

L’arcipelago delle Azzorre, regione autonoma del Portogallo, ha anche oggi l’aria malinconica e affascinante di un avamposto nel nulla.
Un nulla di struggente bellezza dove i ritmi sono lenti come nei paesini di montagna.
L’Atlantico ti abbraccia a perdita d’occhio, spumeggiante per migliaia di chilometri in ogni direzione, regalando un senso di vertiginosa libertà.
Le isole principali sono nove e nonostante Faial sia una delle più visitate, il flusso turistico è comunque ridotto rispetto ad altre destinazioni.
Le Azzorre sono briciole di terra vulcanica che tempo e isolamento hanno trasformato in un giardino, con temperature miti per gran parte dell’anno.
Dire che si tratta di luoghi rigogliosi è poco. Il verde dei prati, con gli animali al pascolo come in uno scenario montano, si alterna all’azzurro delle ortensie, addolcisce il profilo delle scogliere, veste come un manto buono le cicatrici dell’antico passato vulcanico. Coni e crateri sono riconoscibili ovunque, mentre le spiagge sono fatte per lo più di sabbia nera.
Nell’isola di Faial si è verificata l’ultima eruzione tra il 1957 e il 1958. Uno sguardo alla Península do Capelo, su cui si trova il Vulcão dos Capelinhos, dà un’idea dell’aspetto sterile e desolato che doveva avere l’arcipelago all’inizio della sua storia.
Oggi le gigantesche caldere ospitano laghetti color del cielo circondati da foreste, fiori e qualche mulino a vento, tirato su con la roccia basaltica.
L’azione dell’uomo si è mossa con mano leggera, con campi coltivati che paiono un mosaico e aggiungono bellezza all’insieme.
Proprio nell’isola di Pico sorge il vulcano Ponta do Pico, che coi suoi 2.351 m è la montagna più alta delle Azzorre e di tutto il Portogallo. Misurato a partire dagli abissi marini, il cono vulcanico sarebbe alto quasi 5.000 m.
Il paesaggio della cultura vinicola di Pico, coi vigneti separati da muretti di nera pietra lavica, è stato inserito tra i Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO nel 2004.
Condizioni climatiche permettendo, il panorama che si ammira dal monte Pico è fra i più spettacolari dell’arcipelago. Un’emozione che bisogna guadagnarsi, però, dato che raggiungere la cima richiede un faticoso trekking di alcune ore. Salendo, le altre isole baluginano nell’azzurro coi loro villaggi, insieme alle migliaia di storie di terre promesse e marinai che hanno incrociato qui i loro destini. C’è attorno un’atmosfera di pace e lontananza da tutto, mentre le nubi vanno e vengono portandosi via la cima del vecchio vulcano. Alla fine, tutto diventa un mare di vapore rosato su cui splende il sole.
La parola più giusta, ancora una volta, è armonia.

Le 9 isole principali dell’arcipelago sono Santa Maria e São Miguel ad est, Faial, Pico, São Jorge, Terceira e Graciosa al centro, Corvo e Flores a ovest e sono dotate tutte di aeroporto.
Sono tante le meraviglie naturali dell’arcipelago e tutto dipende da quanto tempo hai a disposizione.
Le Azzorre hanno panorami variegati, che spaziano dai crateri vulcanici alle foreste, le cascate, sorgenti calde e ripide scogliere. Preparati a tanto trekking; leggero o strong: ce n’è per tutti).
Sull’isola di São Miguel una delle escursioni più belle, magari passando dallo spettacolare belvedere Vista do Rei, è quella alla Caldeira das Sete Cidades, un’immensa caldera occupata da due laghi gemelli.
Sempre a São Miguel, da vedere anche la Lagoa do Fogo, un altro lago craterico con una lunga spiaggia di pomice bianca.
A Furnas, accanto all’omonima laguna, fate un bagno nel complesso termale di Poça da Dona Beija.
A Faial, dopo una passeggiata lungo la Marina di Horta, puoi visitare la zona di Ponta dos Capelinhos, col solitario faro che è diventato un’icona dell’isola. Troverai anche alcune spiagge di sabbia nera nella costa sud.
Trekking sulla Montanha di Pico: il vulcano che domina l’isola di Pico è alto 2.350 metri. Per salire occorrono un’ottima forma fisica, condizioni climatiche adeguate, circa 7 ore tra andata e ritorno nonché abbigliamento da trekking e una scorta d’acqua. E’ caldamente consigliata una guida. Chi non vuole cimentarsi nell’impresa, può fare un’escursione in uno dei laghi dell’isola o alla Gruta das Torres, una suggestiva grotta lavica.
Terceira è ricca di pittoreschi borghi di pescatori. L’isola va visitata oltre che per i suoi paesaggi, per trascorrere una giornata ad Angra do Heroísmo, capitale storica delle Azzorre, il cui centro storico è incluso nei Patrimoni dell’Umanità dell’UNESCO.
Whale watching e fondali marini: diverse specie di balene e delfini frequentano le acque delle isole Azzorre o vi passano durante le migrazioni. L’uscita in barca per osservare i cetacei è una fra le classiche attività proposte dai tour operator sulle isole, prevalentemente tra marzo e ottobre.
Le acque delle Azzorre, riscaldate dalla corrente del Golfo, sono ricche di vita: il classico paradiso per gli amanti delle immersioni.

Una curiosità: anche se pochi lo sanno, le Azzorre sono l’unico produttore di tè (si dice chà in Portoghese) in Europa. Troverai le piantagioni, di un verde brillante, sull’isola di São Miguel. Consigliamo di andate a visitare l’azienda Chà Gorreana o la Porto Formoso.

fonte: Vanity Fair

Spirito di avventura, amore per la natura incontaminata, voglia di relax, “saudade”, tanta curiosità.
Ecco cosa serve per visitare queste terre, lontane, ma non troppo, dal nostro mondo.

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